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OUR INDIAN JOURNEY

Arrivati in India. E' tutto e il contrario di tutto. L'impatto e' di quelli che non si dimenticano. Le temperatura sono abbastanza basse, l’appartamento è sprovvisto di riscaldamento e per sopravvivere dormiamo con il giubbotto. Tutto e' caotico, la città è rumorosissima ed il frastuono dei clacson è la colonna sonora della nostra giornata. Il traffico e' impressionante tra macchine, motorini, moto e motoriscio'.I camion, vecchissimi, sono tutti dipinti e ricoperti di nastri e fiori. Non ci sono regole, solo qualche semaforo di tanto in tanto, passa chi suona il clacson piu' forte, ma in qualche modo tutti vanno avanti senza troppi danni, senza troppi incidenti. La genta e' tanta, affolla le strade, si muove velocemente tra le macchine. Colori, tantissimi,sgargianti. C'e' miseria ed è tanta. Molta di piu' di quanta si possa immaginare ma c'e' tanta vita. Quella vera. Ecco a voi le prime immagini....

Il primo giorno all’ Indian Institute of Planning and Management inizia nel migliore dei modi. Veniamo accolti con corone di fiori e bindi (saluto benaugurante e di benvenuto). Abi (il nostro tutor, 25enne) ci accompagna in un tour guidato dell’università dove conosciamo anche Minchi Tuli (un’altra coordinatrice) che ci introduce ad alcuni professori. Improvvisamente veniamo assaliti da un intera classe di studenti indiani, chiassosissimi. Ognuno di noi viene catturato da almeno cinque indiani, desiderosi di farci conoscere la loro cultura e di sapere qualcosa di noi.

Venerdì 11 gennaio. Decidiamo di visitare Connaught Place il centro più moderno, costituito da una grande rotatoria da cui si irradiano sette vie suddivise in isolati. Su questa piazza si affacciano una miriade di edifici tra i quali ristoranti, banche, negozi, alberghi e uffici. Appena arrivati, veniamo assaliti da venditori ambulanti e procacciatori d’affari che ci individuano subito come turisti. Cadiamo nella loro trappola e ci facciamo abbindolare dalla apparente gentilezza: Marco, con un pessimo fiuto per gli affari, si fa pulire le scarpe, compra una scacchiera in finto legno di sandalo, si fa personalizzare un braccialetto con il proprio nome e per poco non compra anche un set di cento cartoline... spesa totale 280 rupie. Molto sorpresi, scopriamo che a New Delhi, nel bel mezzo di un parco, è possibile farsi pulire le orecchie da improvvisati specialisti in otorinolaringoiatria. Ogni “specialista” ci mostra un libricino contenente numerosi commenti, in diverse lingue, relativi alle curiose esperienze di pulizia intraprese da coraggiosi turisti. Nessuno di noi decide di affidarsi alle loro capacità nonostante simili commenti: “ non pensavo che nelle mie orecchie ci fosse tutto questo sporco! ora riesco a sentire anche le formiche che camminano!”. Stanchissimi per le numerose trattative in cui ci siamo imbattuti, decidiamo di recarci presso un ristorante messicano/texano, il “Rodeo”: a una settimana di distanza dal nostro arrivo in città non riusciamo ad affrontare nuovamente il cibo indiano. Troviamo relax e pace in questo locale in tipico stile Old Wild West, lontano dai clacson e dal traffico tipico di una capitale. La giornata arriva alla sua conclusione prima di poter avventurarci nel centro più vivo di Connaught Place; è ora di tornare a casa e intraprendere una nuova negoziazione con i rischiò drivers, affinchè ci portino a destinazione.

RAJAPAT

In occasione della festa della repubblica la Rajapat (via reale) è una meta obbligatoria. La larghissima Rajapat è il fulcro di New Delhi ed il 26 gennaio di ogni anno si svolge una parata per celebrare la Festa della Repubblica. All’estremità orientale di Rajapat si trova l’India Gate, mentre a quella occidentale si snoda il Rashatrapati Bhavan, sulla quale si affacciano due grandi palazzi del Secretariat. I tre edifici suddetti sorgono su una piccola altura, detta Raisina Hill. La residenza ufficiale del presidente dell’India, Rashtrapati Bhavan (casa del presidente) fu portata a termine nel 1929 ed è un edificio monumentale in uno stile composito che incorpora elementi moghul e occidentali. Prima dell’indipendenza il Rashtrapati Bhavan era la residenza del vicerè, e all’epoca di Mountbatten, l’ultimo detentore di questa carica, un gran numero di servitori era addetto alla manutenzione delle 340 camere e dei vasti giardini del complesso. Gli edifici nord e sud del Secretariat si affacciano su entrambi i lati di Rajapat dall’alto del Raisina Hill: questi palazzi imponenti sono sormontati da piccole cupole e ospitano attualmente gli uffici ministeriali. In fondo al Sansad Marg si erge il Sansad Bhavan, un edificio circolare colonnato che presenta un diametro di 171 metri che ospita il Parlamento.

VISITA AL LOTUS TEMPLE

Tra la folla germoglia un gigante fiore di loto in muratura: è il tempio madre dell'India, meglio conosciuto come "il tempio del loto", per la sua caratteristica forma che rappresenta il loto, fiore sacro all'India, poichè simboleggia la vita. Il suo disegno è composto da 27 "petali" di marmo, ognuno separato dall'altro, raggruppati tre a tre per formare nove lati. Nove porte si aprono su una sala centrale della capienza di 2500 persone. I marmi sono stati prelavorati in Italia. Montati a mano da maestranze locali, oggi è l'edificio più visitato dell'intero continente indiano. Ha, mediamente, 12.000 visitatori al giorno. All’ingresso consegnano una sacca dove riporre le scarpe prima di entrare.

I LAVORI PIU' DISPARATI

L’India è incredibile e difficile da raccontare.. l’impatto in una terra così diversa dalla mia è stato duro, i primi giorni sono stati interminabili ma ora posso finalmente dire “incredible India”, questa avventura la ricorderò per sempre! Ho visto di tutto e di più: uomini, bici, scooter, camion, vacche, cani, api-taxi- risciò, auto di lusso, mendicanti, poliziotti, venditori.. Nuova Delhi, capitale conta 16 milioni di abitanti e si vedono tutti. Intenti ai lavori più disparati ma anche inutili, secondo i nostri parametri , sembra tutti vivano alla giornata. Qualsiasi cosa viene fatta alla luce del sole e non esistono attività svolte in segreto. Inizierei con il gettonatissimo risciò indiano (la nostra ape cross) che permette a chiunque un servizio rapido e ad un costo bassissimo.. questo mezzo di trasporto è molto utile nel congestionato traffico cittadino..(bargain bargain bargain bisogna contrattare contrattare contrattare, mai arrendersi). Che dire dei clacson che suonano all’impazzata durante la giornata? incredibile, il clacson è utilizzato quanto l’acceleratore e ho sentito trombe, trombette e tromboni che tutte all’impazzata scandiscono le mie trasferte. I Risciò si sfiorano (parliamo di millimetri), sgusciano via come il nostro Valentino Rossi al Mugello e degli incidenti (per ora) neanche l’ombra!! C'è chi frigge improbabili cibi, c'è il fabbro, il riparatore, il venditore, il gommista (si buca molto, in India), il barbiere e il sarto (la maestria nel riprodurre un capo è impressionante e ad ora risulta una delle mie mete preferite). I mercatini sono fornitissimi, resto abbagliato dai colori sgargianti, dai vestiti tipici che le donne indiane vestono e dalla bellezza di queste. E poi i bambini. Costretti a balletti, alla vendita di qualsiasi oggetto o alla semplice elemosina per poter sopravvivere. Di tutte le specie. Dalle vacche a tutti gli animali da cortile: polli, anatre, maiali e bufali. Poi anche scimmie, elefanti, cammelli e scoiattoli. E così volavano le giornate, ogni giorno con la sensazione di aver visto qualcosa di “incredibile” che si vede solo una volta nella vita e, invece, lo stesso giorno, provare la stessa sensazione in maniera ancora più incredibile.

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IIPM - Indian Institute of Planning and Management


foto dell IIPM Indian Institute of Planning and management



piscina dell'IIPM indian institute of planning and management



primi studenti di Udine in India;



per le strade di Delhi



primi studenti di Udine in India