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FOTO CHE HANNO FATTO LA STORIA

Ci sono fotografie che colpiscono per la loro bellezza e ce ne sono altre che rimangono impresse nei nostri ricordi perchè hanno segnato la storia. Questo album propone fotografie che hanno segnato la storia.

Lunchtime atop a Skyscraper (Charles C. Ebbets), 1932

Lunchtime atop a Skyscraper by Charles C. Ebbets, 1932

Lunch atop a Skyscraper (New York Construction Workers Lunching on a Crossbeam) è una famosa fotografia scattata nel 1932 da Charles C. Ebbets. La fotografia ritrae undici uomini che stanno per mangiare nella loro pausa pranzo durante la costruzione dell'Edificio GE del Rockefeller Center. I lavoratori sono seduti su una trave di acciaio con i piedi penzolanti decine e decine di metri sopra le strade di New York City.

Ritratto di Einstein Princeton, New Jersey (Yousuf Karsh), 1948

portrait of Einsten 1948

Questa fotografia è stata scattata da Yousuf Karsh nel 1948. E' buffo sapere che i genitori di Albert temevano lui fosse anormale: infatti riuscì a parlare bene solo a nove anni. Einstein fu espulso dalla scuola di Zurigo con la motivazione che studiava solo ciò che voleva. Sembra strano ma Einstein non fu un bravo scolaro, infatti, sua madre scrivendo ad un'amica diceva: "Non so cosa faremo di Albert, per ora non impara un granché...". Non imparava perché, sin dalle prime classi inferiori, Albert si era rifiutato di studiare a memoria qualsiasi cosa; ciò cui si dedicò con vera passione fu lo studio del violino, un interesse che lo accompagnerà sino alla tarda vecchiaia. Da giovane tentò l'esame per l'ammissione al politecnico di Zurigo, ma fu bocciato per la sua impreparazione in tutte le materie fatta eccezione della matematica. Ricco il panorama degli aneddoti sulla sua persona: era solito usare banconote di grosso valore come segnalibri, non portava mai i calzini. Indossava una maglietta con l'effigie di Paperino, si presentava all'università in cui insegnava infagottato in pantaloni sformati e in un maglione giallo da " venditore di birra", usava portare una penna infilata nel collo del maglione. Aveva ereditato dalla madre l'amore per la musica. E il suo secondo amore dopo la matematica era il violino. Non tutti pensano che fosse un buon violinista, ma quel che è certo è che il violino occupava un posto significativo nella sua vita. Divenne vegetariano e astemio negli ultimi anni della sua vita. Era apolide (dopo che fu privato della cittadinanza tedesca) e mancino. Quando Einstein sbarcò negli Stati Uniti, come tutti gli emigrati, ricevette un modulo da compilare. Fra le molte domande cui bisognava rispondere ce n'era una che chiedeva: "A quale razza appartieni?" E lui rispose: "A quella umana!" Prima di morire Einstein espresse il desiderio di mettere il proprio corpo a disposizione della scienza, senza tuttavia mettere la cosa per iscritto. Dopo la sua morte, Thomas Harvey, il patologo che effettuò l'autopsia, di propria iniziativa, rimosse il cervello e lo conservò a casa propria per circa 30 anni in un barattolo sottovuoto. Il resto del corpo fu cremato e le ceneri disperse in un luogo segreto. Quando i parenti di Einstein furono messi al corrente, acconsentirono a che il cervello fosse sezionato in 240 parti da consegnare ad altrettanti ricercatori. La parte più grossa del cervello è in consegna all'ospedale di Princeton.

Attentato alle Torri Gemelle dell'11 Settembre 2001

foto dell'attacco alle torri gemelle

Trovo questa foto molto particolare. Sembra quasi che queste persone fossero impassibili di fronte al dramma che si stava vivendo poco più in là. Forse stavano rilflettendo in gruppo quello che stava succendendo ma resta impressa in me la loro indifferenza. Questa fotografia non è famosa ma ho deciso di inserirla all'interno di questa raccolta per la sua particolarità. Mette rabbia se devo essere sincero.

"The falling man" (Richard Drew), 2001

the falling man fotografia

Questa fotografia è stata scattata dal fotografo Richard Drew. Sono almeno duecento le persone che saltarono dalle torri in fiamme e morirono, precipitando a centiania di metri sulle strade. Molte persone che lavoravano nelle torri al di sopra dei punti di impatto salirono fino ai tetti degli edifici aspettando soccorso e sperando di essere salvati dagli elicotteri. Purtroppo le porte di accesso ai tetti erano chiuse. Quella mattina dell'11 settembre, il fumo denso e l'elevato calore degli incendi ha impedito agli elicotteri di effettuare manovre di soccorso.

Rising Flag, World Trade Center, 2001

the rising flag in New York City

Gli attentati dell'11 settembre 2001 sono stati quattro attacchi suicidi da parte di terroristi di al-Qa'ida contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti d'America. La mattina dell'11 settembre 2001, 19 affiliati all'organizzazione terroristica di matrice islamica dirottarono quattro voli civili commerciali. I dirottatori fecero intenzionalmente schiantare due degli aerei sulle torri 1 e 2 del World Trade Center di New York, causando poco dopo il collasso di entrambi i grattacieli e conseguenti gravi danni agli edifici vicini. Il terzo aereo di linea fu fatto schiantare dai dirottatori contro il Pentagono. Il quarto aereo, diretto contro la Casa Bianca a Washington, si schiantò in un campo vicino Shanksville, nella Contea di Somerset (Pennsylvania), dopo che i passeggeri e i membri dell'equipaggio ebbero tentato di riprendere il controllo del velivolo. Oltre ai 19 dirottatori, vi furono 2974 vittime come conseguenza immediata degli attacchi, mentre i dispersi furono 24. La gran parte delle vittime erano civili, appartenenti a 90 diverse nazionalità.

Vulture & Child (Kevin Carter), 1993

avvoltoi e bambina in Sudan

Sudan, marzo del 1993. C’è una bambina minuscola e affamata, rannicchiata a terra, la schiena arrotondata a conchiglia, la fronte appoggiata sulle mani. Sola. Dietro di lei silenzioso e paziente, a controllare ogni movimento, con le ali a mantello c’è un avvoltoio. Davanti, un uomo. In ginocchio, con una macchina fotografica. Si dice che Kevin Carter sia rimasto venti minuti in attesa che l'avvoltoio aprisse le ali. Quell’immagine titolata “stricken child crawling towards a food camp” , che diverrà nel mondo il simbolo della carestia e dalle fame, ha vinto il premio pulitzer nel 1994. A chi chieseal fotografo se la bambina fosse sopravissuta, se dopo aver scattato l’immagine, la soccorse, Kevin non ha mai risposto. Una cosa è certa: quella bambina diventò il suo incubo. AIl 27 luglio Kevin carter ha scritto una lettera a sua figlia di 6 anni e una a sua moglie (dalla quale si era appena separato) con su scritto: “the pain of life overrides the joy to the point that joy does not exist”. Dopo di che accenderà il motore della sua auto e si lascerà morire.

Tiananmen Square, (Stuart Franklin), 1989

il rivoltoso sconosciuto

Il Rivoltoso Sconosciuto, o "Tank Man", è il soprannome di un ragazzo anonimo che divenne famoso in tutto il mondo quando fu filmato e fotografato durante la protesta di piazza Tiananmen il 5 giugno 1989.

Execution of a Viet Cong Guerrilla, (Eddie Adams), 1968

giustiziato premio Pulitzer

Questa foto è stata scattata da Eddie Adams e gli valse il premio Pulitzer. La foto ritrae il generale Nguyễn Ngọc Loan mentre spara alla testa di Nguyễn Văn Lém, un prigioniero, nelle strade di Saigon. Adams ha fissato per sempre nella pellicola l'attimo in cui il proiettile entra nella testa del prigioniero, una foto di guerra che è stata definita tra le più drammatiche e impressionanti. Era stata scattata mentre si trovava in Vietnam come inviato dell’Associated Press, agenzia per la quale ha lavorato per buona parte dei cinquant’anni della sua carriera. La pubblicazione della foto sconvolse non solo gli Usa e fu tra le immagini che spinsero l’opinione pubblica americana a cominciare ad opporsi in modo massiccio alla guerra.

Afghan girl, (Steve McCurry), 1984

Steve McCurry, due volte vincitore del World Press Photo Awards, il premio Nobel per la Fotografia ha scattato questa foto in Pakistan nel 1984. Ritrae il volto di una ragazza incredula e preoccupata per lo scatto. A distanza di parecchi anni la donna è stata nuovamente fotografata da Steve. Una leggenda della fotografia.

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esecuzione di Nguyen Van Lem

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